Timeo Danaos et dona ferentes.
Virglio, Eneide, libro II verso 4
Tendenza predominante dell’era in cui viviamo è la costruzione di un eterno presente, entro il quale l’individuo perda le coordinate temporali necessarie innanzitutto alla comprensione effettiva dell’ambiente in cui trova, rispetto al quale deve trovare un metodo di sopravvivenza, e per conseguenza la coscienza di sé stesso.
Tralasciando le modalità con cui si perviene a un risultato del genere, pure importantissime, qui ci limitiamo a osservare che tra gli effetti primari nei rapporti con l’esterno vi è la perdita di consapevolezza per quanto appartenga al passato o solo dia l’impressione di essere tale.… Vai all'articolo